Una cripta della Cattedrale di Trani: file di colonne con capitelli scolpiti reggono volte a crociera chiare, panche di legno ai lati e una piccola finestra ad arco sul fondo
Una cripta della Cattedrale di Trani: file di colonne con capitelli scolpiti reggono volte a crociera chiare, panche di legno ai lati e una piccola finestra ad arco sul fondo. Foto: Tommytrani (it.wikipedia) · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva in piazza Duomo per la prima volta di solito si ferma, quasi senza volerlo. La Cattedrale di Trani sta lì, isolata su uno sperone di terra affacciato sul mare, chiara come se fosse illuminata dall'interno. È uno dei simboli del romanico pugliese e una delle immagini più conosciute della Puglia, ma la sua parte più sorprendente non si vede dalla piazza: sta sotto, nelle cripte.

Un giovane pellegrino e un grande cantiere

La cattedrale è legata alla figura di San Nicola Pellegrino, un giovane greco che, secondo la tradizione, girava per le strade invocando senza sosta Kyrie eleison. Giunto in Puglia, morì a Trani il 2 giugno 1094, e attorno alla sua figura fiorirono subito racconti di miracoli. Pochi anni dopo venne canonizzato con l'approvazione di papa Urbano II, e la città decise di costruirgli una chiesa all'altezza della sua devozione.

I lavori cominciarono nel 1099, sopra un edificio di culto più antico. La chiesa fu consacrata nel 1143, quando era ancora incompiuta; la fase più intensa del cantiere si concentrò nella seconda metà del XII secolo, sotto il vescovo Bertrando II, e l'edificio poteva dirsi sostanzialmente completo intorno al 1200, campanile escluso. Il materiale è la pietra di Trani, un calcare locale chiarissimo, quasi bianco, con riflessi rosati: è questa pietra a dare alla cattedrale la sua luce particolare, che cambia dall'alba al tramonto.

Il campanile sull'arco e la porta di Barisano

Il campanile, alto circa 59 metri, fu costruito in gran parte tra il 1230 e il 1239 e completato nei piani superiori soltanto a metà del Trecento. La sua particolarità salta all'occhio: alla base è attraversato da un passaggio con un arco a sesto acuto, una soluzione insolita per il romanico. Negli anni Cinquanta del Novecento, durante i restauri, fu smontato e ricostruito pietra su pietra.

Sulla facciata, sopra la scalinata, si apriva la celebre porta in bronzo di Barisano da Trani, l'artista che firmò anche le porte delle cattedrali di Ravello e Monreale. Divisa in 32 formelle con figure sacre e motivi decorativi, fu realizzata nell'ultimo quarto del XII secolo: la data tradizionale è il 1175, anche se alcuni studiosi propongono qualche anno più tardi. Per proteggerla, l'originale è oggi esposto all'interno della chiesa, mentre all'esterno è stata collocata una copia.

Dentro: luce, pietra e silenzio

L'interno sorprende per la sua sobrietà. I restauri del Novecento hanno eliminato molte aggiunte successive per riportare in vista le strutture medievali, comprese le capriate lignee del tetto. Il transetto, che all'esterno si affaccia sul mare con tre absidi, crea un grande spazio luminoso; il resto lo fanno la pietra nuda e il silenzio.

Le cripte e l'ipogeo di San Leucio

La parte più suggestiva della visita è la chiesa inferiore. Qui si trovano due ambienti principali: la cripta di San Nicola, dove sono custodite le reliquie del santo pellegrino, e la più antica cripta di Santa Maria. Sono spazi bassi e raccolti, scanditi da file di colonne con capitelli scolpiti che reggono volte a crociera: camminarci in mezzo dà l'impressione di trovarsi in un bosco di pietra.

Da qui una piccola scala scende ancora più in basso, fino all'ipogeo di San Leucio, che si trova sotto il livello del mare. È un ambiente antico, con affreschi ormai sbiaditi, che testimonia la lunga stratificazione di questo luogo: prima della cattedrale romanica, qui sorgeva già la chiesa di Santa Maria della Scala, di origine molto più antica.

Consigli per la visita

  • Visitate la cattedrale due volte: una per l'interno e le cripte, una al tramonto per vederla dall'esterno, magari dal porto.
  • È un luogo di culto attivo: durante le funzioni la visita è sospesa o limitata.
  • Aperture e accesso alle cripte variano nel corso dell'anno: verificate sui canali ufficiali dell'Arcidiocesi e del Comune di Trani.

Da Giudea Home, nell'antico quartiere ebraico, la Cattedrale si raggiunge in pochi minuti a piedi attraverso i vicoli del centro storico. Il consiglio è di tornarci la sera: quando la piazza si svuota e la pietra si accende sotto le luci, la cattedrale sul mare è uno spettacolo che non si dimentica.

Il centro storico fuori dalla porta

Giudea Home è un monolocale di 45 mq con soppalco nell’antica Giudecca di Trani: il porto turistico a soli 100 metri, la Cattedrale e il Castello Svevo a pochi minuti a piedi.