Il paesaggio ondulato dell'Alta Murgia: campi dorati e verdi a perdita d'occhio, una strada bianca sinuosa, casolari isolati e colline in lontananza
Il paesaggio ondulato dell'Alta Murgia: campi dorati e verdi a perdita d'occhio, una strada bianca sinuosa, casolari isolati e colline in lontananza. Foto: Floliva · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Basta lasciarsi alle spalle la costa e salire verso l'interno per cambiare mondo. Al posto del mare e dei porti compare un altopiano ampio e silenzioso, fatto di praterie aride, affioramenti di roccia calcarea, muretti a secco e masserie isolate. È l'Alta Murgia, la parte più elevata delle Murge nord-occidentali, tutelata dal Parco nazionale dell'Alta Murgia. Da Trani si raggiunge in auto in giornata, ed è il contrappunto perfetto a qualche giorno passato tra vicoli e mare.

Un parco nazionale tra due province

Il parco è stato istituito nel 2004 e si estende per circa 68.000 ettari sul territorio di tredici comuni, tra la Città metropolitana di Bari e la provincia di Barletta-Andria-Trani: tra questi Andria, Minervino Murge, Spinazzola, Ruvo di Puglia, Corato, Altamura e Gravina in Puglia, dove ha sede l'ente. Di recente il suo territorio è stato riconosciuto anche come geoparco mondiale UNESCO, per il valore geologico dell'altopiano carsico.

La roccia che affiora ovunque è la stessa famiglia di calcari che ha dato a Trani la sua pietra chiara: sotto la superficie, l'acqua ha scavato nel tempo grotte, inghiottitoi e doline. La più imponente è il Pulo di Altamura, una grande dolina carsica che si apre come un cratere nella campagna.

La pseudosteppa: un paesaggio raro

L'immagine più caratteristica dell'Alta Murgia è quella delle sue distese aperte, quasi prive di alberi. Si parla di pseudosteppa: praterie aride su suolo calcareo, dominate da graminacee e piante annuali, che l'Unione europea considera un habitat prioritario da proteggere nella rete Natura 2000. Non è un paesaggio "vuoto": in primavera si riempie di fioriture, tra asfodeli, ferule e numerose specie di orchidee spontanee, mentre in estate prende i toni del giallo e dell'oro.

Queste praterie sono anche la casa di una fauna particolare. Il simbolo è il falco grillaio, un piccolo rapace che caccia insetti nei pascoli e nidifica persino sui tetti e sui campanili dei centri storici vicini. Accanto a lui vivono l'occhione, uccello dei terreni aridi, e rapaci come il lanario.

Un equilibrio fragile

La pseudosteppa è il risultato di secoli di pascolo e ha bisogno di essere conservata: negli ultimi decenni lo spietramento e la trasformazione dei pascoli in seminativi ne hanno ridotto l'estensione. Per questo, durante le escursioni, è importante restare sui sentieri e sulle strade segnate e rispettare le indicazioni dell'ente parco.

Jazzi, masserie e la memoria della transumanza

Per secoli l'Alta Murgia è stata terra di pastori. Le greggi si spostavano stagionalmente lungo i tratturi, le grandi vie erbose della transumanza, e sull'altopiano trovavano ricovero negli jazzi: recinti e costruzioni in pietra a secco destinati alle pecore, spesso costruiti su pendii esposti al sole e riparati dal vento. Accanto agli jazzi sorgevano masserie, cisterne, pozzi e lunghi muretti che ancora oggi disegnano il paesaggio.

Molti jazzi sono in rovina, altri sono stati recuperati: tutti raccontano un'economia povera e ingegnosa, costruita con l'unico materiale abbondante, la pietra.

Castel del Monte, nel cuore del parco

Dentro i confini del parco, nel territorio di Andria, sorge Castel del Monte, il celebre castello ottagonale voluto da Federico II nel XIII secolo e iscritto nel 1996 nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO. Da Trani dista circa 35 km: si vede da lontano, isolato sulla sua altura, e la strada che sale fra campi e pascoli è già parte del viaggio. Modalità e orari di visita vanno controllati in anticipo sui canali ufficiali.

Consigli per una giornata in Alta Murgia

  • Serve l'auto: le zone interne del parco non sono collegate in modo pratico dai mezzi pubblici.
  • Primavera e autunno sono le stagioni migliori per camminare: d'estate il sole sull'altopiano è forte e l'ombra scarsa.
  • Acqua, cappello e scarpe da escursione: i sentieri sono spesso sassosi.
  • Informazioni aggiornate: sentieri, centri visita e iniziative sono pubblicati dall'Ente Parco sul suo sito ufficiale.

Rientrare a Trani la sera, dopo una giornata di vento e di spazi aperti, ha il suo fascino: dalle praterie si torna alla pietra chiara del centro storico e al mare. Chi soggiorna a Giudea Home trova parcheggi pubblici gratuiti su strada nelle vicinanze, lascia l'auto e si ritrova in pochi passi al porto, a soli 100 metri, per chiudere la giornata con una passeggiata.

Trani e il suo territorio dalla porta di casa

Un monolocale nell’antica Giudecca, a pochi passi dalla Cattedrale in pietra di Trani e a circa 35 km da Castel del Monte.